Incentivi fiscali per i nuovi investimenti: “Iperammortamento” e “Superammortamento”

17 luglio ore 14.30-15.30

 

Il Governo intende sostenere le imprese italiane in un processo di innovazione tecnologica “Piano Nazionale Industria 4.0”.

Con la legge di stabilità 2017, si stabiliscono le prime misure per supportare le imprese negli investimenti in tecnologie digitali, software, beni strumentali e rinnovo del parco macchine. Per i nuovi investimenti sono previsti benefici fiscali quali “super ammortamento” e “iper ammortamento”. Nell’incontro verranno presentate le opportunità legate all’applicazione di tali misure.

L’incontro è riservato ai soci FIRE e agli EGE certificati da SECEM.

Per la richiesta di autorizzazione seguire il link:

https://attendee.gotowebinar.com/register/6664648333641742850

Imposte sui combustibili

In base al D. Lgs. 26 ottobre 1995 n. 504, i combustibili petroliferi sono gravati da un’accisa stabilita in funzione sia dell’uso degli stessi, sia della modalità di utilizzo dell’energia consumata.
Per quanto riguarda il primo punto i parametri di fluidità e contenuto di zolfo dei prodotti petroliferi sono stati tipizzati. In alcuni casi, come ad esempio per il gasolio, l’aliquota dell’accisa gravante per gli usi di riscaldamento è stata equiparata a quella del gasolio per il trasporto.
Per il secondo aspetto si è assistito ad un cambiamento notevole negli ultimi anni. L’uso del carbone e l’impiego di combustibili per la produzione di elettricità erano infatti esentati dall’imposta. Questa situazione è stata però modificata nel 1998, quando la manovra di Finanza Pubblica 1999, attraverso la Legge finanziaria e due provvedimenti collegati, ha stabilito una correzione delle accise gravanti su carburanti e combustibili nota con il termine di carbon tax.

La Legge 388/2000 (finanziaria 2001) ha introdotto l’esenzione dall’accisa sul gasolio utilizzato per il riscaldamento di serre nelle attività agricole, mentre altre agevolazioni sono state introdotte dal Decreto Legge 1/10/2001 n. 356 e riguardano gasolio e GPL utilizzati in aree montane e reti di teleriscaldamento alimentate a biomassa o energia geotermica (art. 5 e 6). Tali benefici sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2008 dalle Leggi Finanziarie finora emanate.

Di seguito sono riportate le imposte per la produzione di energia elettrica per le varie tipologie di combustibili, elaborazione di FIRE dei dati pubblicati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

 

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Fiscalità sulle forniture elettriche

Le diverse tipologie di impianto sono soggette a diversi obblighi fiscali. Gli impianti alimentati da fonti convenzionali sono soggetti ad obblighi fiscali solo per potenze disponibili superiori ad 1 kW. Questi impianti comprendono anche i “gruppi elettrogeni di soccorso” con potenza disponibile superiore ai 200 kW. Per questo tipo di impianti è possibile, in genere, impiegare i carburanti acquistati sia in regime di accisa assolta ad aliquota intera (con successiva richiesta di rimborso della maggiore accisa pagata), che in regime di accisa sospesa -totale o parziale- (previo rilascio di apposita autorizzazione).

Gli oneri fiscali, in base al Dlgs 26 ottobre 1995 n. 504 e delle successive modificazioni, comprendono l’imposta erariale di consumo a cui va aggiunta l’aliquota corrispondente all’IVA (le addizionali comunali e provinciali sono state abrogate dal 1° aprile 2012 dal DL 16/2012 convertito in Legge 44/12). Le imposte per l’energia elettrica sono unificate sul territorio nazionale e prevedono aliquote differenziate in relazione al tipo di fornitura.

L’energia elettrica diventa imponibile al momento della fornitura ai consumatori finali da parte del distributore o redistributore (persona fisica o giuridica che provvede alla fornitura e che procede o fa procedere alla fatturazione) e al momento dell’impiego per usi propri (quando chi produce elettricità utilizza per uso proprio in parte o totalmente l’energia prodotta).

Tutta la normativa inerente le accise viene disciplinata dal Testo Unico per le Accise (T.U.A. – D.Lgs. n.504/1995 e successive modifiche e integrazioni).

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Quadro sintetico delle imposte sull’energia elettrica

 

 

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NOTE
(1)Art. 1 D.M. 30/12/2011
(2)Ai sensi della circolare del Ministero delle Finanze n. 82/E del 7 aprile 1999 l’IVA dovuta è pari al 10% per caserme,
scuole, asili, case di riposo, conventi, orfanotrofi, brefotrofi, carceri mandamentali ed altri impieghi che ospitano
collettività per i quali sia ravvisabile l’uso domestico.
(4) L’esenzione dall’imposta erariale per consumi mensili superiori a 1.200 MWh vale solo per gli opifici industriali.
Nella categoria altri usi rientrano anche quelli esenti da sovrapprezzo termico e l’energia autoconsumata dalle imprese di
autoproduzione. In questo caso, in particolare:
il limite di 200.000 kWh è raggiunto calcolando, ai fini della determinazione del quantitativo consumato, l’energia
elettrica autoprodotta e quella acquistata;
all’energia riconsegnata in conto di scambio per usi domestici devono essere applicate le aliquote previste per tali usi.
(5)Le Province possono elevare le aliquote fino ad un massimo di 1,1400 c€/kWh.
(**) A decorrere dal 1° ottobre 2013, l’aliquota dell’imposta sul valore aggiunto del 21 per cento e’ rideterminata nella misura del 22 per cento secondo quanto disposto dal Decreto-legge del 6 luglio 2011 n. 98 – Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 155 del 6 luglio 2011 – Nota: Convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011 n. 111.

 

Oneri generali di sistema

Le componenti A, UC e MCT che concorrono a determinare il prezzo dell’energia elettrica (ognuna con la sua definizione) di fatto a che enti, fondi, etc. sono destinati? Sono tutti destinati alla Cassa Conguaglio Settore Elettrico? Si possono sempre considerare destinati al Fisco, o comunque raccolti dal Fisco per essere poi redistribuiti ai vari fondi/casse/conti?

Le componenti A3, A2, A4, A5, As, MCT e UC7, preponderanti rispetto alle altre simili, fanno parte degli oneri generali di sistema, a loro volta parte dei servizi di rete. Essi vanno a finanziare diversi oneri introdotti nel tempo da differenti provvedimenti legislativi (quali i Decreti sulle liberalizzazioni, le leggi 83/03 e 368/03). La A3 va per la stragrande maggioranza al GSE, e, eccetto il bonus elettrico, il resto alla Cassa conguaglio per il settore elettrico che accantona i fondi in un Conto gestione.

Per una famiglia-tipo il peso degli oneri di sistema in bolletta è così distribuito (fonte: Autorità per l’energia elettrica il gas ed il sistema idrico, III trimestre 2013):

  • incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate (componente A3) 
pari al 90.61% degli oneri di sistema, pari a oltre 89 euro anno.
  • oneri per la messa in sicurezza del nucleare e compensazioni territoriali (componente A2 e MCT) pari a circa il 3% degli oneri di sistema, circa 2.9 euro/anno
  • promozione dell’efficienza energetica (componente UC7) pari al 2,8% degli oneri di sistema, pari a circa 2,7 euro/anno
  • regimi tariffari speciali per la società Ferrovie dello Stato (componente A4) pari a circa l’2,2% degli oneri di sistema, pari ad una spesa di 2,2 euro/anno
  • compensazioni per le imprese elettriche minori (componente UC4) pari al 0,9% degli oneri di sistema, pari a 0,9 euro/anno
  • sostegno alla ricerca di sistema (componente A5) pari a circa lo 0,32% degli oneri di sistema, pari a 0,3 euro/anno
  • copertura del bonus elettrico (componente As) a pari allo 0,20% degli oneri di sistema, pari a 0,2 euro/anno

Oli e grassi animali e vegetali

Gli oli e grassi animali e vegetali, se destinati alla combustione od alla carburazione, sono stati recentemente inseriti tra i prodotti energetici ad opera del D. Lgs. n. 26/2007, in applicazione della Direttiva 2003/96/CE.

Gli oli e i grassi animali e vegetali, impiegati nella produzione di energia elettrica e/o termica, sono da assimilare, sotto il profilo fiscale, all’Olio combustibile denso BTZ (è il prodotto equivalente).

Oli e grassi

Figura 1. Fonte Agenzia delle Dogane

 

Biocarburanti

Il testo unico delle accise fornisce l’elenco dei prodotti “energetici” sottoposti alle accise. Per i prodotti “tradizionali” (benzina, petrolio lampante, gasolio, olio combustibile, gas di petrolio liquefatto, gas naturale, carbone, lignite e coke di carbone) sono previste specifiche aliquote di accisa per unità di peso e volume.

Carburanti tradizionali

Figura 1. Aliquote di accisa vigenti per i più utilizzati carburanti tradizionali. [Fonte Agenzia delle dogane]

Quando altri prodotti energetici vengono utilizzati come carburanti o combustibili la loro tassazione avviene “per equivalenza”; sono cioè sottoposti ad accisa secondo l’aliquota prevista per il prodotto (carburante o combustibile) equivalente, sostituito nel particolare impiego. Ad esempio, il prodotto equivalente all’olio vegetale è l’olio combustibile denso BTZ (olio combustibile fisicamente sostituito all’olio vegetale).

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Aspetti fiscali della cogenerazione

Gli impianti di cogenerazione sono officine di produzione elettrica, pertanto, sono richiesti il rilascio della Licenza di Officina Elettrica all’avviamento dell’impianto ed il suo rinnovo annuale in seguito.

Un impianto cogenerativo è tenuto a pagare delle imposte sia sull’energia elettrica che sul gas naturale:

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La fiscalità delle biomasse

L’apertura e le prospettive dell’utilizzo energetico delle biomasse hanno inciso profondamente sulle caratteristiche delle attività agricole, compresi gli aspetti fiscali. La posizione tradizionale per le biomasse era legata all’ origine. I prodotti delle attività agricole, tal quali o che hanno subito solo trasformazioni tradizionali, in genere tipicamente meccaniche, sono soggette ad un IVA pari al 4%. Per le materie prime grezze derivate da prodotti agricoli l’IVA è invece del 10%, mentre i prodotti finiti sono sottoposti all’IVA del 22%. Con questo schema ad esempio, un legname grezzo venduto dal proprietario del bosco ha l’IVA al 4%, il legno a scaglie (o cippato) per uso energetico prodotto da lavorazioni meccaniche, ha l’IVA al 10% mentre il pellet, essendo un combustibile è soggetto all’IVA del 22%.

Con il recepimento del D.Lgs. 18 maggio 2001 n. 228 di orientamento e di modernizzazione del comparto agricolo, l’ imprenditore agricolo è colui che esercita la coltivazione del fondo, la selvicoltura, l’allevamento di animali e le attività alle medesime connesse, purchè queste siano svolte dal medesimo imprenditore agricolo e riguardino prevalentemente prodotti propri. Tale Decreto modifica radicalmente il regime fiscale dei prodotti energetici che l’imprenditore agricolo può produrre. Particolare riferimento arriva agli impianti del conto energia fotovoltaico realizzati sui terreni agricoli e agli impianti di produzione di elettricità da combustione di scarti forestali o da biogas prodotto da digestori che trattano scarti, liquami e prodotti agricoli che provengono anche da aziende adiacenti.