Guide Whaves sugli strumenti finanziari per interventi ORC

Atti della conferenza “Certificati bianchi: titoli di efficienza energetica a portata di mano”

Fiducia per le nuove linee guida, nonostante la complessità. Istituzioni, operatori ed associazioni a confronto nella mattinata convegnistica dedicata ai certificati bianchi

Tra le principali novità i progetti ammissibili, i criteri di misura e la qualificazione professionale

Milano – maggio 2107. Si cambia rotta, puntando a maggiore qualificazione e chiarezza, mantenendo lo schema dei certificati bianchi una policy di successo a livello internazionale.

Questo uno dei tanti spunti evidenziati durante la sesta conferenza annuale FIRE dedicata ai TEE, in cui si è discusso su alcune novità chiave. La prima riguarda i progetti ammissibili, che sono stati parzialmente ristretti per tener conto delle evoluzioni in termini di addizionalità. Sono stati introdotti nuovi criteri sulla misura, che premiano l’utilizzo di sistemi di monitoraggio e un approccio più attento ai dati, e il concetto di responsabilità fra proponenti e titolari, elemento positivo che porta chiarezza nel ruolo tra le vari parti. Inoltre, lo schema spinge ancora più la qualificazione delle figure professionali, come l’EGE, nonché delle ESCO e delle imprese. In generale, se da un lato la complessità dello schema lo fa apparire a prima vista meno appetibile di strumenti quali l’iper e il super ammortamento, porterà nel tempo a benefici in termini di know-how e competitività.
“Le nuove linee guida chiariscono una serie di aspetti e promuovono sia uno schema più efficiente, sia una maggiore qualificazione del mercato. Il prezzo da pagare è l’introduzione di alcune misure più complesse – come i criteri sulla misura dei consumi, le nuove regole sui progetti standard e la riduzione dei progetti ammissibili – aspetto che richiederà qualche tempo per essere assimilato dal mercato” ha detto Dario Di Santo, direttore FIRE che ha continuato: “Il confronto costruttivo fra istituzioni, in particolare il GSE, e operatori è fondamentale per garantire una partecipazione più semplice allo schema, riducendo il numero di pratiche respinte o necessitanti di integrazioni. Tra l’altro, come dimostrato dal progetto EU-MERCI, lo scambio di informazioni fra gli stakeholder può contribuire a favorire la diffusione di buone pratiche fra le imprese, con benefici in termini di competitività, ambientali e sociali. La FIRE continuerà a offrire strumenti per contribuire a un proficuo scambio fra le parti”.

Ciò che è emerso, soprattutto durante la tavola rotonda – a cui hanno partecipato, Anie, Anima, Assoege, Assoesco, Confindustria, Federesco e Utilitalia – è che sullo schema ci sono molte aspettative e qualche paura su alcuni elementi (in particolare l’addizionalità), ma si registra un positivo atteggiamento verso il nuovo. In particolare le associazioni hanno sollevato preoccupazioni sul transitorio. C’è attesa sulle guide operative e sul contratto tipo che il GSE dovrà emanare ed è emersa la volontà di costruire un dialogo costante tra le parti (GSE Ministeri ed operatori), per far sì che concetti e passaggi complessi possano trovare una piattaforma di confronto comune. Infine si propone per il futuro l’introduzione del ravvedimento operoso come strumento per gestire problemi di entità limitata nell’ambito dello schema.

Puntuale e dettagliato l’intervento del GSE che ha delineato molti chiarimenti di natura operativa, definendo i soggetti chiamati ad operare nel meccanismo e le modalità con cui farlo. Ai fini della presentazione dell’istanza per l’accesso al meccanismo, il nuovo decreto definisce che il soggetto proponente è colui che presenta l’istanza per la richiesta di incentivo al GSE, mentre il soggetto titolare del progetto è quello che sostiene l’investimento per la realizzazione del progetto di efficienza energetica. Il soggetto proponente può anche non coincidere con il soggetto titolare. Ai fini dell’erogazione dei certificati bianchi, i rapporti tra il GSE e il soggetto titolare (e soggetto proponente, se diverso dal titolare e percettore di TEE) è disciplinato dal contratto tipo approvato dal Ministero dello sviluppo economico e pubblicato sul sito istituzionale del GSE.

A seguire l’AEEGSI ha chiarito che il forte aumento dei prezzi dei titoli non è stato il risultato di pratiche speculative. Il regolatore ha da poco chiuso la consultazione sulla revisione del contributo tariffario, mirata a sfavorire oscillazioni troppo repentine dei prezzi e stimolare politiche di acquisto più attente. Prezzi alti significano un costo complessivo più elevato dello schema, che comunque rimane in un ambito gestibile, ma, soprattutto, condizioni molto interessanti per i nuovi progetti di efficientamento energetico.
È stata quindi la volta degli sponsor: Enel ha avviato al suo interno una divisione ad hoc che si occupa di efficienza energetica, certificati bianchi e ciò che riguarda da vicino tutto ciò che gira attorno a questi argomenti.

Rödl & Partner è stato invece uno dei primi studi europei a costituire un team di professionisti dedicati ad investimenti nelle energie rinnovabili e tradizionali, oltre che nell’efficienza energetica, con l’obiettivo di assistere operatori industriali e finanziari in tutte le fasi dei progetti, compresi i TEE.
“Lo schema ha consentito di conseguire risultati considerevoli, con oltre 24 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (TEP) addizionali risparmiate” ha detto Di Santo “Tra l’altro addizionali vuol dire legate alle migliori pratiche dell’efficienza energetica, dunque progetti che vanno oltre le prestazioni che si sarebbero comunque ottenute grazie alla normale evoluzione del mercato. Quindi un risultato importante, conseguito attraverso uno schema funzionante per oltre dieci anni tramite miglioramenti successivi: un unicum nazionale e una best practice riconosciuta a livello internazionale”.

La Conferenza è stata l’occasione per ricordare che la Federazione quest’anno compie 30 anni. In questo lasso di tempo, come sottolineato dall’ing. Tomassetti vice presidente FIRE, tanto è stato fatto per promuovere la cultura dell’efficienza energetica e tanto si farà ancora.

Scarica le presentazioni dei relatori:

Considerazioni sul meccanismo – Dario Di Santo, FIRE

Le nuove linee guida dei TEE: cosa cambia nella presentazione dei progetti, la responsabilità degli operatori, gli strumenti – Luigi Risorto, GSE

Contributo tariffario: criticità e proposte dell’Autorità – Marco De Min, AEEGSI

Buone pratiche per l’efficienza energetica: il progetto EU-MERCI– Anna Realini, RSE

I certificati bianchi il ruolo di ENEL – Pasquale Monti, ENEL

Aspetti legali connessi allo schema dei certificati bianchi – Svenja Bartels, Rödl & Partner

Atti convegno “Come misurare e verificare il risparmio energetico”

Il giorno 8 novembre nell’ambito di Ecomondo – KeyEnegy 2016, Firea Rimini 8-11 novembre,  si è tenuto il convegno FIRE dal titolo “Come misurare e verificate il risparmio energetico” dedicato ad una delle attività più complesse nel campo della gestione dell’energia: la misura e verifica dei risparmi energetici.

La complessità nasce dal fatto che tale attività non è legata a una misura puntuale, ma alla valutazione della differenza fra i consumi precedenti all’intervento e quelli successivi. Non solo occorre quantificare entrambe le voci, ma anche tenere conto dei fattori di aggiustamento legati all’occupazione di edifici e stabilimenti, al clima, all’andamento della produzione, etc.

Una stima corretta dei risparmi energetici è importante per le imprese che si sono poste degli obiettivi (e.g. i soggetti certificati ISO 50001), per le ESCO, le utility e in generale in tutti i contratti EPC e a garanzia dei risultati legati all’offerta di servizi energetici, per l’erogazione di incentivi, etc. Durante il convengo sono state illustrate le basi del protocollo internazionale IPMVP, il più diffuso e utilizzato dagli anni Novanta, liberamente disponibile da inizio 2016 grazie alla traduzione di FIRE, e alcuni esempi applicativi. Di seguito è possibile scaricare gli atti:

La misura e verifica del risparmio e il protocollo IPMVP, Daniele Forni – FIRE

La misura dell’efficienza energetica nel Sistema di Gestione dell’Energia di Coop Alleanza 3.0, Diego Mezzadri – CMVP

IPMVP applicato a misure di efficientamento di una rete di distribuzione gas naturale, Davide Rizzinelli – EGE CMVP, Daniele Rossi – project manager Green Gas Network

Dalla diagnosi all’EPC M&V per garantire la stabilità contrattuale, Filippo Belviglieri – EGE CMVP

M&V e titoli di efficienza nell’industria energivora, Ignace de Francqueville – EGE CMVP

Attivo il portale ENEA AUDIT 102 per le diagnosi obbligatorie

È attivo il portale per le imprese soggette a diagnosi energetica realizzato e gestito dall’ENEA ai sensi dell’art.8 del Dlgs. 102/2014. Il portale è disponibile al link https://audit102.casaccia.enea.it . La diagnosi e la pertinente documentazione vanno trasmesse entro il 22 dicembre 2015. Maggiori informazioni sono disponibili al link www.agenziaefficienzaenergetica.it/per-le-imprese/diagnosi-energetiche

Atti del Convegno FIRE “Certificati Bianchi: risultati e novità” e cerimonia di assegnazione del Premio FIRE “Certificati Bianchi per un’industria energeticamente efficiente”

Rimini, 5 novembre. Si è svolta nell’ambito del convegno FIRE dedicato al meccanismo dei certificati bianchi, il principale schema di supporto all’efficienza energetica in vigore nel nostro Paese, la premiazione dei migliori progetti di efficientamento energetico realizzati nel settore industriale fra quelli proposti dagli operatori di settore al Premio FIRE “Certificati bianchi per un’industria energeticamente efficiente”.

L’efficienza energetica si conferma una leva importante per la competitività e produttività delle imprese. Il premio annuale assegnato da FIRE a progetti che si sono distinti nell’ambito dello schema dei certificati bianchi, conferma la flessibilità e varietà delle soluzioni disponibili e mostra come il potenziale di intervento sia ampio e possa contribuire efficacemente alla mitigazione dei cambiamenti climatici.

“Lo schema dei certificati bianchi italiano è l’unico a livello mondiale capace di promuovere in modo efficace l’efficienza energetica nell’industria. Anche in questa seconda edizione del Premio FIRE abbiamo avuto modo di verificare l’ampio potenziale di soluzioni disponibili per le nostre imprese, soluzioni in grado di migliorarne la competitività e di rispondere alle sfide di questo secolo in termini di cambiamenti climatici e obiettivi comunitari su energia e ambiente” ha dichiarato il direttore di FIRE Dario Di Santo.

I vincitori del Premio FIRE edizione 2015 sono:
ABS Acciai in collaborazione con Tholos, per un intervento che ha riguardato le siviere;
Avvenia, per un intervento nel settore della fabbricazione del linoleum;
Energika, per un intervento nel settore delle lavanderie industriali.

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Da sinistra: Alessio Cristofari (Avvenia), Dario Di Santo (FIRE), Giorgio Mottironi (Avvenia), Paolo Paglierani (Energika), Luca Sassoli (ABS Acciai), Saverio Magni (Energynet).

È stato inoltre assegnato un premio a Energynet per la candidatura del progetto del forno ceramico di ultima generazione installato all’interno di Florim.

“Ci piace evidenziare che l’efficienza energetica non è solo risparmio energetico, ma può in molti casi comportare benefici diretti nelle attività primarie delle imprese, migliorando la qualità dei prodotti, riducendo i rischi nella produzione, oltre ai costi, offrendo un ambiente di lavoro più confortevole e salubre (e dunque agendo sulla produttività del personale)” ha aggiunto Di Santo “Sono effetti che ormai anche l’Agenzia internazionale dell’energia e altre agenzie intergovernative sottolineano e che i nostri imprenditori dovrebbero cercare di sfruttare”.

La cerimonia di consegna del Premio FIRE si è svolta nel corso del tradizionale convegno sui certificati bianchi organizzato dalla Federazione in collaborazione con Fiera di Rimini e KeyEnergy. Nel corso del convegno sono stati illustrati da FIRE e dal GSE i notevoli risultati conseguiti dallo schema e gli orientamenti messi in consultazione dal Ministero dello sviluppo economico per la revisione delle relative linee guida. L’ENEA ha mostrato come le diagnosi energetiche obbligatorie per le grandi imprese e gli energivori possono rivelarsi un tile strumento per accedere ai certificati bianchi. Si è poi svolta la tradizionale sessione di domande e risposte con gli operatori in collaborazione con il GSE. Il confronto fra le Istituzioni e gli operatori che la FIRE promuove costantemente attraverso le proprie iniziative anche in questo caso ha mostrato la sua utilità, in un momento in cui si attendono modifiche rilevanti per il meccanismo.

Atti del Convegno

Certificati bianchi: perché si cambia, quali proposte, Dario Di Santo – FIRE

L’incentivazione dell’efficienza energetica. Principali risultati e punti d’attenzione, Daniela Colalillo – GSE

La diagnosi energetica e i TEE: sinergie e opportunità, Silvia Ferrari – ENEA

Linee guida UE sugli aiuti di stato nel settore dell’energia

I vincitori del Premio FIRE “Certificati Bianchi per un’industria energeticamente efficiente”

Corso sulla diagnosi energetica: proponi la tua azienda!

La FIRE seleziona aziende presso le quali organizzare seminari di formazione sulle diagnosi energetiche.

I seminari di formazione sono rivolti a un numero limitato di soggetti esterni che intendono formarsi nell’esecuzione di diagnosi energetiche.
I seminari, tenuti da esperti FIRE ed EGE certificati SECEM, hanno un taglio pratico e per questo si svolgono nei siti produttivi delle aziende coinvolte.

I seminari illustrano le procedure per svolgere l’attività di diagnosi energetica, partendo dall’analisi documentale dei dati storici di consumo e di produzione, delle caratteristiche e della logica di funzionamento e gestione degli impianti, per poi passare a una visita dei reparti e delle lavorazioni più energivore alle quali dedicare maggiore attenzione. Le evidenze raccolte durante la visita, insieme ai dati documentali, serviranno a valutare gli interventi più interessanti sotto il profilo economico ed energetico e saranno discussi con i partecipanti e presentati all’azienda ospitante. Il vantaggio per l’azienda, grazie all’analisi condotta dagli esperti coinvolti agli spunti dei partecipanti è quello di ottenere indicazioni e valutazioni sui possibili ulteriori interventi di efficientamento energetico non ancora individuati e realizzati.

Numerose sono state finora le aziende coinvolte in queste attività tra le quali Ilte, Saturn, Acraf-Angelini, Cesare Fiorucci, Varem, Pierburg Pump Technology, etc.

Per candidare la vostra azienda scrivere a dambrosio@fire-italia.org

Efficienza energetica nel settore dell’aria compressa

L’aria compressa viene adottata da buona parte delle utenze industriali ed ha un peso sui consumi elettrici complessivi che può variare da pochi punti percentuali fino al 20% ed oltre. In Italia l’uso di questa tecnologia assorbe circa l’11% di tutta l’energia usata nel settore industriale, il 32.9% potrebbe però essere risparmiato (fonte dati ed informazioni: Compressed air systems in the European Union, 2001, studio del Fraunhofer Institute, ADEME, ECE, Università degli studi dell’Aquila). Nell’intero ciclo di vita di un impianto ad aria compressa l’energia elettrica consumata costituisce circa il 75 % del costo complessivo. Visti i numeri sopra enunciati, risulta chiaro come questa tematica sia molto importante ai fini di un efficientamento energetico; inoltre, se si fa riferimento al ciclo di vita di un compressore (LCA) è riscontrabile che la spesa sostenuta per effettuare l’acquisto e la manutenzione è pari a circa al 25% mentre il restante 75% è legato ai consumo elettrici.

L’aria compressa è utilizzata per vari azionamenti ed operazioni, in generale viene applicata in:

  • Trasporto merci o per cuscini ad aria in utensili ad alta precisione
  • Asciugatura
  • Controllo di processo
  • Alimentazione di attrezzi
  • Comandi
  • Presse
  • Spruzzatori
  • Stampaggio
  • Imbottigliamento

Gli impianti esistenti sono spesso caratterizzati da prestazioni insoddisfacenti relativamente all’efficienza energetica, con un margine di miglioramento quantificabile fra il 10% ed 40%, per diversi motivi:

  • motori funzionanti a carico parziale per buona parte del tempo di utilizzo,
  • motori a bassa efficienza,
  • perdite sulla rete di distribuzione,
  • errato dimensionamento del gruppo compressore-motore
  • produzione di aria compressa a pressioni più elevati di quelle richieste,
  • usi impropri dell’aria compressa (ad esempio per la produzione di vuoto o per la pulitura quando è possibile ricorrere a metodologie più idonee, l’utilizzo di compressori in luogo di ventilatori, etc).

Una progettazione poco accorta dell’impianto, magari legata ad espansioni o contrazioni della domanda di aria compressa rispetto alla previsione iniziale, può comportare sprechi consistenti per la presenza di uno o più dei difetti menzionati. Attraverso un intervento correttivo è facile conseguire risparmi del 10-20% con tempi di ritorno molto contenuti.

I maggiori operatori del settore hanno iniziato ad offrire un servizio di fornitura dell’aria compressa negli ultimi anni, in base al quale all’utente viene messa a disposizione una certa portata d’aria a determinate condizioni di pressione, con l’azienda/ESCo che si preoccupa di individuare il modo migliore per produrla e distribuirla. In molte realtà aziendali può risultare una scelta conveniente, specie in mancanza di competenze interne nel campo dell’aria compressa.

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Il rifasamento dei carichi elettrici

Normalmente ad un impianto elettrico sono collegati molteplici utilizzatori che assorbono potenza elettrica (attiva) per poter funzionare o la convertono in un’altra forma di energia; per garantire tale fenomeno è necessario, a volte, che l’utilizzatore scambi con la rete energia reattiva di tipo induttivo.

I principali mezzi di produzione di potenza reattiva sono:

  • Alternatori sincroni
  • Compensatori sincroni
  • Compensatori statici
  • Batterie di condensatori statici

Tale energia concorre ad aumentare la potenza totale transitante nella rete elettrica, aumentando cosi la potenza apparente (la potenza apparente è la somma della potenza attiva e di quella reattiva). Per attenuare questo effetto negativo viene effettuata un’azione che mira appunto a diminuire la potenza reattiva transitante: il rifasamento.

 

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Direttiva efficienza come opportunità per i sistemi ad aria compressa

Pavia, 18 dicembre 2014.

La direttiva 2012/27/UE e il recepimento italiano della stessa come stimolo per la promozione dei sistemi ad aria compressa: la presentazione di Stefano D’Ambrosio della FIRE all’interno del convegno-tavola rotonda “Efficienza Energetica e certificati bianchi per interventi nell’ambito del servizio aria compressa” organizzato dall’Università di Pavia.